INFORMAZIONI PER I CITTADINI CON IMPIANTI DI POTENZA <35 Kw

Il controllo impianti termici è regolato dalla vigente normativa nazionale (L.10/91, D.P.R. 412/93 e s.m.i., D.lgs.192/05 e s.m.i.). Questi controlli non sostituiscono le operazioni di manutenzione ordinaria, che devono essere effettuate secondo le frequenze temporali indicate dalle norme vigenti. I CONTROLLI, pertanto, sono OBBLIGATORI, così come le procedure secondo le quali devono essere svolti. Essi consentono di:

  1. Mantenere in buona efficienza operativa l’impianto termico;
  2. Consumare meno energia (quindi risparmiare soldi);
  3. Contribuire ad un minore inquinamento atmosferico;
  4. Garantire una maggiore sicurezza dell’impianto.

RESPONSABILE DELL’IMPIANTO TERMICO

Per responsabile dell’impianto termico si intende il proprietario dell’unità immobiliare di cui l’impianto è a servizio o, qualora vi sia apposito contratto, il terzo responsabile. Nel caso in cui l’immobile sia dato in locazione o comunque risulti occupato, il responsabile dell’impianto è l’occupante anche senza titolo. Il responsabile dell’impianto deve farsi carico del corretto esercizio e della corretta manutenzione dell’impianto termico. La mancata effettuazione della manutenzione periodica comporta l’applicazione di una sanzione che può variare da un minimo di 500,00 fino ad un massimo di 3.000,00 euro. Pertanto il responsabile dell’impianto deve:

  1. Conservare ed aggiornare il libretto di impianto;
  2. Fare eseguire regolarmente la manutenzione da parte di una ditta abilitata ai sensi dell’Art.3 del DM 37/2008 che deve rilasciare copia della dichiarazione di avvenuta manutenzione dell’impianto termico controfirmata per presa visione dal responsabile dell’impianto.

IL LIBRETTO DI IMPIANTO (per impianti di potenza <35Kw)

Tutte le operazioni di manutenzione e verifica devono essere registrate sul cosiddetto “Libretto di Impianto” che viene rilasciato all’atto dell’installazione della caldaia, o fornito dall’impresa manutentrice in caso di impianto esistente. La tenuta del Libretto di Impianto è a cura del responsabile dell’impianto che deve aggiornare le parti relative alle operazioni di manutenzione e ai risultati delle verifiche del rendimento di combustione eseguite dalla ditta incaricata.

COSA SI DEVE FARE PER IMPIANTI INFERIORI A 35 KW

Ai sensi dell’ALL.“L” del D.lgs.192/05 come modificato dal D.lgs.311/06, tutti i possessori di una caldaia a servizio dell’impianto di riscaldamento di potenza nominale al focolare inferiore a 35 kW (solitamente impianti autonomi unifamiliari) hanno l’obbligo di eseguire le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto termico conformemente alle istruzioni tecniche per la regolazione, l’uso e la manutenzione rese disponibili dall’impresa installatrice dell’impianto o, nel caso in cui queste non fossero disponibili, dal fabbricante degli apparecchi utilizzati. In ogni caso,i controlli di efficienza energetica, devono essere effettuati almeno con le seguenti scadenze temporali:

  1. ogni anno per gli impianti alimentati a combustibile liquido o solido;
  2. ogni due anni per gli impianti, diversi da quelli individuati al punto a), di potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW dotati di generatore di calore con una anzianità di installazione superiore a otto anni
  3. ogni due anni per impianti dotati di generatore di calore ad acqua calda a focolare aperto installati all’interno di locali abitati;
  4. ogni quattro anni per tutti gli altri impianti di potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW.

N.B.: La potenza nominale al focolare è da intendersi come somma delle potenze dei singoli generatori costituenti l’impianto. La dichiarazione priva del relativo pagamento dovrà ritenersi nulla.

LE DITTE MANUTENTRICI

L’opera dei manutentori abilitati, svolta secondo le periodicità fissate dalla normativa in vigore, è essenziale ai fini del mantenimento dell’impianto termico in buone condizioni di funzionamento. Ciò garantisce all’utente:

a)   Che l’impianto è in regola con le norme dettate in materia di risparmio energetico;

b)   Che l’impianto è sicuro.

E’ vietato dalla normativa vigente avvalersi di ditte non abilitate alla manutenzione degli impianti. I manutentori abilitati sono quelli iscritti in apposito albo tenuto presso la Camera di Commercio (art.3 D.M. n.37 del 22/01/2008), per la specializzazione in materia. Il cittadino che per le operazioni di manutenzione sugli impianti si rivolge a ditte non abilitate, è passibile di sanzione da euro 1000 a euro 10.000 (art.15 c.2 del D.M. 37/08) per violazione dell’art.8 c.1 del decreto stesso.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE LA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI

L’energia consumata per il riscaldamento e per l’acqua calda sanitaria nell’edilizia residenziale, rappresenta circa il 15% dei consumi energetici nazionali. La qualità delle emissioni degli impianti di riscaldamento ha un’importanza fondamentale per la qualità dell’aria all’interno delle nostre città. Per questi motivi, il controllo dell’efficienza e delle emissioni degli impianti di riscaldamento è un aspetto fondamentale dell’attività di controllo dell’inquinamento atmosferico e dei consumi energetici. Un impianto ben funzionante fa risparmiare energia e fa spendere meno per il riscaldamento.

Le norme sui controlli sull’efficienza energetica sono cambiate con l’entrata in vigore del DPR 16 aprile 2013, n. 74 (GU n.149 del 27-6-2013)che di fatto ci uniforma alle norme europee.

COSA DICE LA LEGGE

Per quanto riguarda la cadenza dei controlli ai fini della sicurezza sono i primi due commi dell’Art.7 a mettere in chiaro quali sono le regole da seguire:

“Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto devono essere eseguite da ditte abilitate ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, conformemente alle prescrizioni e con la periodicità contenute nelle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione rese disponibili dall’impresa installatrice dell’impianto ai sensi della normativa vigente.

Qualora l’impresa installatrice non abbia fornito proprie istruzioni specifiche, o queste non siano più disponibili, le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione degli apparecchi e dei dispositivi facenti parte dell’impianto termico devono essere eseguite conformemente alle prescrizioni e con la periodicità contenute nelle istruzioni tecniche relative allo specifico modello elaborate dal fabbricante ai sensi della normativa vigente”.

Discorso diverso sull’efficienza energetica dell’impianto, il “controllo fumi” per intenderci. In questo caso dobbiamo fare riferimento all’Art. 8 “Controllo dell’efficienza energetica degli impianti termici”.

In base alla normativa sugli impianti di potenza compresa fra 10 e 100 kW (qui rientrano tutti quelli domestici, compresi quelli di piccoli condomini)

  • Ogni 2 anni per gli impianti termici combustibile liquido o solido
  • Ogni 4 anni per gli impianti a gas metano o GPL

Se la potenza termica della caldaia è maggiore o uguale a 100 Kw i tempi si dimezzano.

Fino ad adesso la normativa vigente (DPR 412/93, 59/2009, 192/2005 e 311/2006) prevedeva per le caldaie di potenza uguale o inferiore a 35 Kw, controlli:

  • Annuali se il combustibile è liquido o solido.
  • Biennale se l’impianto è a gas a focolare aperto (tipo B) all’interno dei locali o se la caldaia installata ha più di 8 anni.
  • Quadriennale se l’impianto è a gas a tenuta stagna (tipo C).

Ora, invece, per tutti gli impianti a combustibile liquido o solido si passa da uno a due anni e per tutti gli impianti a gas si passa a quattro anni senza distinzione a seconda del tipo di caldaia o dell’anzianità della stessa (naturalmente per quelle inferiori o uguali a 100 Kw di potenza).

Attenzione: ricordiamo che il Decreto 74/2013 è in vigore solo in quelle regioni che non hanno recepito la direttiva 2002/91/CE con atto proprio sulla base dell’art. 17 del dlgs 192/2005 (clausola di cedevolezza), ovvero tutte le regioni ad esclusione della Liguria, Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia che l’hanno recepita prima dell’entrata in vigore dell’ultimo DPR.

Queste regioni, quindi dovranno intervenire per garantire la coerenza dei loro provvedimenti con i contenuti del DPR assumendoli come riferimento minimo inderogabile (art. 10 DPR 74/2013).

Al riguardo invitiamo i cittadini a verificare la normativa nella propria Regione di residenza.

QUALCOSA SI RISPARMIA

Questa normativa comporta dunque una rivoluzione per le abitudini e le scadenze di milioni di famiglie in possesso caldaie autonome, nonché un risparmio certo per i bilanci delle famiglie, fermo restando la sicurezza degli impianti.

Grazie a questa nuova tempistica si potranno risparmiare dai 60 agli 80 € annui a famiglia.

DOMANDE E RISPOSTE

Perché è necessario effettuare la manutenzione della caldaia?

La manutenzione della caldaia è un obbligo di legge e serve a favorire il risparmio energetico, ridurre le emissioni di gas inquinanti, ottenere un risparmio sui consumi in bolletta e, infine, garantire la sicurezza degli ambienti domestici.

Chi è il responsabile dell’esercizio e della manutenzione della caldaia dell’alloggio?

Per responsabile dell’impianto termico si intende innanzitutto il proprietario del locale nel quale è installato l’impianto. Costui può delegare tale responsabilità ad un terzo che assume la figura di Terzo Responsabile.

Nel caso in cui l’immobile è dato in locazione o comunque risulta occupato, il responsabile dell’impianto è l’occupante, anche senza titolo. Il responsabile dell’impianto deve farsi carico del corretto esercizio e manutenzione dell’impianto di riscaldamento.

La mancata effettuazione della manutenzione periodica comporta l’applicazione di una sanzione da un minimo di 500,00 fino ad un massimo di 3.000.00 euro.

Quali sono le responsabilità ed i compiti del “Responsabile dell’impianto termico”?

Il responsabile dell’impianto termico deve:

• predisporre il libretto d’impianto e far svolgere, da una impresa abilitata ai sensi dell’Art.3 del DM 37/2008, le operazioni di controllo e manutenzione previste dalla legge.

• regolare l’impianto in modo che non superi la temperatura media degli ambienti di 22 °C: a norma di legge, la responsabilità del superamento di tale limite è imputabile all’occupante, che può incorrere in sanzioni.

Sono un inquilino: la manutenzione e la tenuta del libretto sono di mia competenza?

Se l’impianto è individuale, la manutenzione è a Suo carico, in quanto, in questo caso, responsabile dell’impianto termico è l’occupante dell’appartamento o unità immobiliare; se l’impianto è centralizzato, la manutenzione è a carico del responsabile dell’impianto stesso (proprietario, amministratore o terzo responsabile).

Chi è il terzo responsabile?

Il “terzo responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto termico” è la persona fisica o giuridica delegata dal proprietario ad assumere la responsabilità dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto termico. Generalmente è una figura professionale utilizzata per gli impianti di una certa dimensione, industriali o condominiali.

Ho installato un impianto nuovo: devo effettuare ugualmente la manutenzione?

La manutenzione ordinaria va effettuata secondo le prescrizioni della Ditta installatrice, mentre la prova di combustione va effettuata al momento dell’installazione stessa. L’installatore è obbligato a rilasciare la Dichiarazione di conformità, ai sensi del DM n. 37/2008 e il libretto di impianto, ai sensi del D.P.R. 551/99.

Quali sono gli impianti termici soggetti a controllo e manutenzione?

Sono gli impianti termici destinati alla climatizzazione estiva ed invernale degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendenti eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e di controllo.

Sono compresi negli impianti termici, gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori individuali. Tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 15 kW.

Che differenza c’è tra la prova di combustione e la manutenzione ordinaria dell’impianto termico?

La manutenzione ordinaria consiste in quelle operazioni previste, dal fabbricante degli apparecchi, nei libretti di uso e manutenzione intese a conservare l’impianto in uno stato efficiente, mentre la prova di combustione consiste nel verificarne i parametri in base alle soglie limite di legge.

Cos’è la Dichiarazione di Conformità?

Tale documento attesta che l’impianto è stato realizzato nel rispetto delle norme. Nel caso non sia stata rilasciata bisogna risalire all’installatore dell’impianto che dovrà redigerla a sua volta.

Se non svolgo le manutenzioni prestabilite cosa può accadere?

Si possono verificare conseguenze anche gravi, dovute soprattutto alla formazione e diffusione del monossido di carbonio nei locali. Il monossido di carbonio (CO) è un gas inodore, incolore, tossico, e che può rivelarsi letale se respirato in alte concentrazioni e per un tempo prolungato, comunque nocivo per l’organismo anche in basse concentrazioni. Per evitare pericolose intossicazioni è importante dunque verificare il corretto funzionamento delle caldaie, e della sicurezza degli impianti di riscaldamento.

Quali sono le cause per cui si può formare e diffondere il CO nell’ambiente in cui abito?

Sono principalmente tre:

1) insufficiente aerazione nel locale ove avviene la combustione

2) cattivo funzionamento dello scarico dei fumi

3) mal funzionamento dovuto a scarsa manutenzione dell’impianto stesso