Ai sensi della legge 14 novembre 1995 n. 481, l’Autorità per l’Energia Elettrica e per il Gas persegue la finalità di garantire la promozione della concorrenza e la tutela degli interessi degli utenti e dei consumatori nei settori dell’energia elettrica e del gas.

A tal proposito bisogna evidenziare che, l’avvio del processo di liberalizzazione ha comportato nelle sue fasi iniziali la necessità di fissare regole per la tutela dei clienti in una fase caratterizzata da un non elevato grado di concorrenza. L’Autorità si è occupata della tutela del cliente soprattutto con riferimento:

  • alle Condizioni contrattuali di fornitura.
  • alla Disciplina del Recesso: (con la deliberazione n. 144/07).
  • alla Qualità del servizio ed alla Trasparenza delle informazioni
  • alle modalità di gestione del rapporto commerciale sul mercato libero. Infatti l’Autorità ha inoltre approvato il codice di condotta commerciale per la vendita di gas naturale ai clienti finali, ciò al fine di apprestare una maggior tutela ai consumatori di piccole dimensioni, nel corso delle trattative, con i venditori del marcato liberalizzato.

Il servizio di tutela viene fornito ai consumatori che non scelgono di optare per il mercato libero. Ciascun esercente la vendita è tenuto ad offrire ai clienti finali che ne hanno diritto, unitamente alle altre proposte dallo stesso definite, il servizio di tutela. Il servizio di tutela è offerto nel rispetto delle disposizioni previste dal codice di condotta commerciale e delle disposizioni in materia di condizioni contrattuali e di qualità commerciale adottate dall’Autorità. Il servizio viene effettuato alle condizioni economiche e contrattuali stabilite dall’AEEG sulla base dei costi del servizio, del costo della materia prima e di un’equa remunerazione dell’attività di vendita. A seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 93/2011, il servizio di tutela dal 1° ottobre 2011 è rivolto ai clienti domestici, ai condomini con uso domestico con consumi annui non superiori a 200.000 Smc. Il cliente, inoltre, è servito nel servizio di tutela se non ha mai cambiato fornitore dopo il 31 dicembre 2002 o se ha scelto, fra le proposte del fornitore, quella a condizioni tutelate (quest’ultima possibilità vale solo per i clienti domestici). I clienti domestici che hanno sottoscritto un’offerta sul mercato libero possono comunque tornare alle condizioni regolate (servizio di tutela). Per l’eventuale rientro, dal mercato libero al regime di tutela, non è previsto alcun costo, fatti salvi gli eventuali costi connessi con la sottoscrizione del nuovo contratto (ad esempio il deposito cauzionale o altra garanzia).

Con la deliberazione 196/2013/R/gas, l’Autorità definisce la seconda fase della riforma delle condizioni economiche del mercato di Tutela del gas naturale. In particolare, a decorrere dal 1 ottobre 2013, è stato modificato l’intero assetto delle componenti applicate ai Clienti del mercato di Tutela del gas, al fine di allineare il costo di ogni componente al servizio cui essa si riferisce.

Il quadro di dettaglio previsto indica gli importi fatturati separandoli per categoria: servizi di vendita, servizi di rete e imposte; nello specifico la riforma ha disposto che l’esercente riporti in bolletta, ai Clienti del servizio di Tutela, le seguenti componenti:

  1. CMEM a copertura dei costi di approvvigionamento della materia prima;
  2. CCR a copertura dei costi connessi alle attività di approvvigionamento;
  3. QTi a copertura dei costi di trasporto;
  4. QVD a copertura dei costi di commercializzazione;
  5. GRAD per la gradualità nell’applicazione della riforma;
  6. CPR a copertura del meccanismo per la rinegoziazione dei contratti di lungo periodo.

 CONDIZIONI ECONOMICHE DI FORNITURA DEL GAS NATURALE PER IL SERVIZIO DI TUTELA

Il diritto di recesso è un diritto potestativo, riconosciuto alle parti, di recedere unilateralmente da un contratto di fornitura senza penalità e senza spese di chiusura.

Per quanto riguarda il diritto di recesso in materia di gas, la deliberazione n. 144/07, successivamente modificato dalla deliberazione 20 giugno 2008 – ARG/com n. 79/08, agli artt. 4 e ss. ha disciplinato le diverse ipotesi di recesso.

In primo luogo, è stato stabilito che il cliente business avrà la facoltà di recedere in qualsiasi momento, con un preavviso non superiore a 3 mesi per i consumi non superiori a 200.000 mc/anno, a prescindere dalla durata del contratto, mentre per quanto riguarda i consumi superiori a 200.000 mc/anno bisogna fare riferimento al contratto di fornitura con il vecchio trader per la verifica dei tempi del recesso.

Tuttavia, il cliente che intende esercitare il diritto di recesso al fine di cambiare fornitore, si può avvalere del servizio offerto da VUS COM per quanto riguarda la comunicazione del recesso al vecchio trader.

Inoltre, nel caso in cui il diritto di recesso sia manifestato senza il fine di cambiare esercente, il termine di preavviso previsto nel contratto non potrà essere superiore ad un mese ed è comunque esercitabile in qualsiasi momento. La volontà di esercitare il diritto di recesso deve essere manifestata dal cliente finale interessato in forma scritta, con inoltro secondo le modalità previste dal contratto. Le modalità per l’esercizio del diritto di recesso devono essere tali da permettere la verifica dell’effettiva ricezione della comunicazione di recesso da parte dell’esercente.

PAGINA IN COSTRUZIONE

ASSEGNAZIONE DEL PROFILO DI PRELIEVO STANDARD AI PUNTI DI RICONSEGNA GAS

Ciascun Punto di Riconsegna[1] del gas naturale è caratterizzato da due dati necessari a determinare la stima dell’andamento dei suoi consumi, ovvero:

1) il prelievo annuo presunto: rappresenta la miglior stima del consumo annuo;

2) il profilo di prelievo standard: è un insieme di valori giornalieri che rappresentano l’andamento dei consumi nel tempo, in funzione della categoria d’uso[2], della classe di prelievo[3] e della zona climatica di riferimento[4].

[1]Identifica il punto fisico in cui il gas naturale viene consegnato da VUS COM e prelevato dal cliente finale, e corrisponde al contatore;

[2]Caratterizza ciascun Punto di Riconsegna in funzione della destinazione d’uso del gas:

Codice Descrizione Componente termica
C1 Riscaldamento SI
C2 Cottura cibi e/o produzione acqua calda sanitaria NO
C3 Riscaldamento + Cottura cibi e/o produzione acqua calda sanitaria SI
C4 Condizionamento NO
C5 Condizionamento + Riscaldamento SI
T1 Tecnologico (artigianale-industriale) NO
T2 Tecnologico + Riscaldamento SI

[3]Caratterizza ciascun Punto di Riconsegna in funzione dei giorni settimanali di prelievo:

Codice Giorni settimanali di prelievo
1 7 giorni
2 6 giorni (escluse Domeniche e festività nazionali)
3 5 giorni (esclusi Sabati, Domeniche e festività nazionali)

[4]Ex Tabella A del D.P.R. n. 412 di data 26/8/1993 e ss.mm.ii.; ciascun Comune è stato assegnato a una delle 6 zone climatiche, in funzione dei Gradi-Giorno; inoltre la zona climatica indica in quale periodo e per quante ore è possibile accendere il riscaldamento negli edifici:

Zona climatica Gradi-Giorno Periodo di accensione Orario consentito
A Fino a 600 Dal 1/12 al 15/3 6 ore/giorno
B da 601 a 900 Dal 1/12 al 31/3 8 ore/giorno
C da 901 a 1.400 Dal 15/11 al 31/3 10 ore/giorno
D da 1.401 a 2.100 Dal 1/11 al 14/4 12 ore/giorno
E da 2.101 a 3.000 Dal 15/10 al 15/4 14 ore/giorno
F Oltre 3.000 Nessuna limitazione Nessuna limitazione

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas, con la delibera n.229/2012/R/GAS, è intervenuta sull’argomento, stabilendo:

a) un nuovo metodo di determinazione del prelievo annuo presunto, sulla base delle due più recenti letture del contatore disponibili – le quali devono essere distanziate fra loro di almeno 300 giorni – e del profilo di prelievo standard;

b) un nuovo criterio di assegnazione del profilo di prelievo standard, sulla base dell’uso del gas(tecnologico[1] o civile[2] e del prelievo annuo.

Ciascun profilo di prelievo standard è composto da 365 valori giornalieri percentuali (la cui somma è quindi pari a 100), pertanto il prelievo giornaliero presunto di ogni Punto di Riconsegna è calcolato moltiplicando il prelievo annuo presunto per il peso percentuale di ciascun giorno.

La determinazione del prelievo annuo presunto, l’assegnazione del profilo di prelievo standard, e quindi i calcoli per determinare i prelievi presunti di ciascun giorno, spettano alle società di distribuzione, le quali utilizzeranno tali dati per le seguenti attività:

n  Stima dei prelievi in caso di sostituzione nella fornitura a clienti finali (c.d. switching), quando il distributore sia impossibilitato a rilevare la lettura per cause indipendenti dalla propria volontà;

n  Allocazione dei volumi di gas tra gli utenti dei punti di riconsegna condivisi del sistema di trasporto;

n  Determinazione del corrispettivo di distribuzione e conseguente fatturazione mensile;

n  Ripartizione dei consumi tra due anni termici consecutivi.

Il nuovo criterio di assegnazione del profilo di prelievo standard, stabilito dall’Autorità con decorrenza dal prossimo 1 gennaio 2013, è rappresentato nella tabella che segue:

USO DEL GAS PRELIEVO ANNUO PRESUNTO CATEGORIA D’USO ASSEGNATA CLASSE DI PRELIEVO
Civile Inferiore a 500 Smc Cottura cibi e/o produzione di acqua calda sanitaria (codice C2) 7 giorni/settimana (cod.1)
Civile Compreso tra 500 e 5.000 Smc Riscaldamento + Cottura cibi e/o produzione di acqua calda sanitaria (codice C3) 7 giorni/settimana (cod.1)
Civile Superiore a 5.000 Smc Riscaldamento (codice C1) 7 giorni/settimana (cod.1)
Tecnologico Nessuna limitazione Tecnologico + Riscaldamento (codice T2) 5 giorni/settimana (cod.3)

L’Autorità ha anche stabilito che in taluni casi i titolari dei Punti di Riconsegna possono attestare, attraverso l’invio a VUS COM di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, un utilizzo del gas diverso da quello loro assegnato; precisamente:

n  I titolari di P.d.R. con uso civile possono attestare un utilizzo del gas per il condizionamento, chiedendo l’associazione delle categorie d’uso C4 o C5;

n  I titolari di P.d.R. con uso civile e con prelievo annuo superiore a 5.000 Smc possono attestare un utilizzo del gas diverso da quello loro assegnato, chiedendo l’assegnazione della categorie d’uso C2 o C3;

n  I titolari di P.d.R. con uso tecnologico possono attestare un utilizzo del gas diverso da quello loro assegnato, specificando la categoria d’uso e la classe di prelievo da associare al proprio P.d.R.

Nella pagina che segue è riportato un testo fac-simile della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da utilizzare per l’attestazione di quanto sopra; tale documento deve essere inviato a VUS COM per mezzo di una delle seguenti modalità:

-tramite posta, all’indirizzo VUS COM SRL – Via Antonio Gramsci, 54 – 06034 Foligno (PG);

-tramite consegna agli sportelli di VUS COM dislocati sul territorio;

-tramite posta elettronica, all’indirizzo info@vuscom.it;

-tramite fax, al numero 0742/718888.

FAC-SIMILE DI DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ

(rilasciata ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445 del 28/12/2000)

Il/La sottoscritto/a …… (cognome e nome), nato/a a …… (luogo), provincia di …… (provincia), il …/…/… (data), residente a …… (comune), provincia di …… (provincia), in via ……, n…. (indirizzo),

consapevole delle sanzioni penali e civili, nel caso di dichiarazioni mendaci, di formazione o uso di atti falsi, richiamate dall’art. 76 del D.P.R. n. 445 del 28/12/2000, sotto la propria responsabilità,

DICHIARA

□        che presso il Punto di Riconsegna …… (codicePdR) situato a …… (comune), provincia di…… (provincia), invia……, n…. (indirizzo), intestato a …… (cognome e nome oppure ragione sociale del cliente), con uso del gas di tipo civile, l’utilizzo del gas avviene con riferimento alla seguente categoria d’uso:

□ Cottura cibi e/o produzione di acqua calda sanitaria (codice C2)

      □Riscaldamento + cottura cibi e/o produzione di acqua calda sanitaria (codice C3)

      □ Condizionamento (codice C4)

      □ Condizionamento + riscaldamento (codiceC5)

□    che presso il Punto di Riconsegna …… (codicePdR) situato a …… (comune), provincia di …… (provincia), in via ……, n…. (indirizzo), intestato a …… (cognome e nome oppure ragione sociale del cliente), con uso del gas di tipo tecnologico, l’utilizzo del gas avviene con riferimento:

nAlla seguente categoria d’uso:

□Tecnologico (artigianale – industriale)(codice T1)

□ Tecnologico + riscaldamento (codice T2)

ne alla seguente classe di prelievo:

□ 7 giorni/settimana (codice 1)

□ 6 giorni/settimana (escluse Domeniche e festività nazionali) (codice 2)

□ 5 giorni/settimana (esclusi Sabati, Domeniche e festività nazionali) (codice 3)

Il/La sottoscritto/a dichiara inoltre di essere informato/a, ai sensi e per gli effetti di cui all’art.13 del D.Lgs.196/2003 (Tutela della Privacy), che i dati personali raccolti tramite la presenze dichiarazione saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito e per le finalità del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa.

Letto, confermato e sottoscritto.

……,…/…….…/……..     (luogo e data)                                                               ……………………………………………….… (firma leggibile del dichiarante)

Allegato: fotocopia di un documento di identità del dichiarante in corso di validità

N.B.:

-La firma non deve essere autenticata, né deve necessariamente avvenire alla presenza di personale di VUS COM;

-Esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 37, comma 1, del D.P.R. 445/2000.

[1]Utilizzo del gas nell’ambito di attività produttive industriali o artigianali

[2]Utilizzo del gas per uno o più dei seguenti scopi: riscaldamento, cottura cibi, produzione di acqua calda sanitaria, condizionamento (ovvero usi diversi da quelli di cui alla nota 5).

Oggetto: comunicazione ai sensi del Piano di Emergenza del sistema nazionale del gas naturale

Con Decreto 18 ottobre 2017 (di seguito: Decreto) il Ministero dello Sviluppo Economico ha aggiornato il Piano di emergenza del sistema nazionale del gas naturale per far fronte alla mancanza di copertura del fabbisogno di gas naturale in caso di eventi sfavorevoli conseguenti a condizioni climatiche avverse durante ciascun periodo invernale o a inattese riduzioni degli approvvigionamenti di gas naturale (di seguito: Piano di Emergenza). Il Piano di Emergenza definisce la tipologia e le modalità di attuazione degli interventi e individua le imprese del gas naturale e gli operatori del settore del gas naturale e dell’energia elettrica responsabili della loro attuazione. In particolare i soggetti individuati nel Piano di Emergenza (Ministero dello Sviluppo Economico, impresa maggiore di trasporto, altre imprese di trasporto, TERNA, imprese di stoccaggio, di rigassificazione e di distribuzione, Utenti del sistema di Trasporto, Imprese di vendita, Clienti finali industriali e Produttori di energia elettrica) hanno l’obbligo di contribuire, ciascuno nel proprio ruolo e secondo le modalità e i tempi previsti nel Piano di Emergenza, all’obiettivo della sicurezza del sistema nazionale del gas naturale. Gli stessi soggetti sono responsabili, ciascuno per quanto di propria competenza, dell’attuazione del Piano. Il Piano di emergenza si fonda sui tre differenti livelli di crisi stabiliti dal Regolamento (UE) n.994/2010, il cui raggiungimento è dichiarato dalla Direzione generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e le infrastrutture energetiche del Dipartimento per l’energia del Ministero dello Sviluppo Economico (di seguito: Autorità Competente), sentito il Comitato tecnico di emergenza e monitoraggio del sistema del gas (di seguito: Comitato). I tre livelli di crisi sono definiti come segue:

  • – preallarme: sussiste quando esistono informazioni concrete, serie ed affidabili secondo le quali può verificarsi un evento che potrebbe deteriorare significativamente la situazione dell’approvvigionamento e che potrebbe far scattare il livello di allarme o il livello di emergenza. Le possibili “misure di mercato” adottate dagli Utenti del sistema di trasporto gas (di seguito: Utenti) sono:
  • – aumento delle importazioni, utilizzando la flessibilità dei contratti di import o facendo ricorso a contratti spot:
  • – riduzione della domanda di gas derivante da contratti interrompibili di natura commerciale;
  • – l’impiego di combustibili di sostituzione alternativi negli impianti industriali, in base a specifici accordi o clausole nei contratti di fornitura tra utenti del sistema e clienti finali.
  • – allarme: sussiste quando si verifica una riduzione o interruzione di una o più delle fonti di approvvigionamento o una domanda di gas eccezionalmente elevata, tali da deteriorare significativamente la situazione dell’approvvigionamento, ma alle quali il mercato è ancora in grado di far fronte senza dover ricorrere a misure diverse da quelle di mercato. Le possibili misure di mercato adottabili in questa fase sono:
  • – aumento delle importazioni, utilizzando la flessibilità dei contratti di import o facendo ricorso a contratti spot, anche ai fini delle offerte al mercato locational del giorno prima;
  • – riduzione della domanda di gas derivante da contratti interrompibili di natura commerciale, inclusi quelli stipulati su base volontaria con l’impresa maggiore di trasporto per il contenimento della domanda di gas dei clienti finali industriali;  impiego di combustibili di sostituzione alternativi negli impianti industriali in base a specifici accordi o clausole nei contratti di fornitura tra utenti del sistema e clienti finali;
  • – ricorso agli impianti di produzione di energia elettrica alimentabili ad olio combustibile e altri combustibili diversi dal gas. I termini e le condizioni di partecipazione del settore termoelettrico alla riduzione dei consumi di gas per l’anno termico 2017/2018 sono contenuti in apposito decreto del Ministero dello Sviluppo economico.
  • – emergenza: consegue a una domanda di gas eccezionalmente elevata o a una interruzione significativa dell’approvvigionamento o altra alterazione significativa dell’approvvigionamento, nel caso in cui tutte le misure di mercato sopraccitate siano state attuate ma la fornitura di gas sia ancora insufficiente a soddisfare la domanda rimanente di gas e pertanto debbano essere introdotte misure diverse da quelle di mercato. Le misure non di mercato contemplate nella Procedura di emergenza sono:
  • – interventi per incrementare la disponibilità di gas in rete;  applicazione delle regole previste per il bilanciamento del sistema in condizioni di emergenza;  applicazione di regole di dispacciamento della produzione di energia elettrica per limitare l’uso di gas;
  • – riduzione obbligatoria del prelievo di gas dei clienti industriali in attuazione dell’art. 5 del decreto ministeriale 11 settembre 2007;  interventi per ridurre i consumi di gas dei clienti con impianti “dual-fuel”; definizione di nuove soglie di temperatura e/o orari per il riscaldamento nel settore civile effettuato con uso di gas;  richiesta dell’attivazione delle misure di cooperazione o solidarietà da parte di altri Stati membri;
  • – utilizzo di stoccaggi di GNL con funzioni di peak shaving;
  • ulteriori misure per aumentare l’importazione di gas attraverso gasdotti che collegano la rete italiana a Stati extra UE e attraverso terminali di rigassificazione.

È previsto che l’Autorità Competente, con il supporto del Comitato, definisca l’ordine e la concomitanza di una o più misure di cui al Piano di Emergenza e ne curi, anche attraverso l’Impresa maggiore di trasporto, la pubblicazione ai fini di una tempestiva informazione agli Utenti e a tutti i soggetti interessati. E’ inoltre previsto che l’Autorità Competente si possa attivare per l’emanazione di ulteriori misure straordinarie per la sicurezza del sistema del gas e del sistema elettrico. Qualora nel periodo di dichiarazione del livello di emergenza, l’Impresa maggiore di trasporto evidenzi un’attenuazione delle condizioni di criticità, l’Autorità Competente valuta la possibilità di sospendere una o più misure adottate. La medesima dichiara, infine, la data di cessazione del livello di emergenza e ne dà informazione sul proprio sito internet, anche ai fini della sospensione di disposizioni e misure adottate ed ancora in essere per far fronte al superamento dell’emergenza stessa.